DOMANDE E RISPOSTE SUL PROGETTO MED WIND

Questa pagina analizza e risponde in modo strutturato a ciascuna delle principali criticità mosse contro il progetto di parco eolico offshore Med Wind.
Queste criticità sono state analizzate in dettaglio e confutate sulla base di dati scientifici, studi indipendenti e best practices internazionali. Med Wind rappresenta un’opportunità unica per la Sicilia e l’Italia di contribuire alla transizione energetica, creare occupazione qualificata e proteggere l’ambiente marino, garantendo al contempo la sicurezza della navigazione e il rispetto della biodiversità.

Critica
"La presenza delle turbine costituisce una modificazione visiva permanente e strutturale dell’orizzonte paesaggistico." Le accuse sostengono che, nonostante la distanza, il parco eolico sarà visibile dalle Isole Egadi e dalla costa trapanese, con percentuali di visibilità che arriverebbero fino al 100% da punti elevati, compromettendo un asset strategico per il turismo e l'industria cinematografica. Viene inoltre criticata la metodologia dello studio di impatto visivo, accusata di sottostimare l'impatto reale attraverso l'uso di indici teorici.
Risposta diretta
L'impatto visivo del parco eolico Med Wwind dalle coste siciliane e dalle Isole Egadi è praticamente nullo. La grande distanza dell'impianto (oltre 80 km dalla costa siciliana, 47 km da Marettimo) combinata con la curvatura terrestre e la foschia atmosferica, rende le turbine invisibili a occhio nudo dalla terraferma, preservando integralmente il paesaggio e l'orizzonte marino. Anche dalle isole Egadi il parco sarà praticamente invisibile per quasi tutti i punti di osservazione, anche in ottime condizioni di visibilità. Descrizione immagine
Spiegazione Tecnica
La valutazione di impatto paesaggistico si basa su analisi rigorose che tengono conto di fattori fisici ineludibili. A distanze superiori ai 40 km, la visibilità di oggetti complessi come le turbine eoliche è drasticamente ridotta. La curvatura terrestre occulta naturalmente la base e gran parte della struttura, mentre la foschia marina (effetto haze) riduce il contrasto e la nitidezza fino a rendere l'oggetto indistinguibile dallo sfondo.

Le simulazioni fotografiche e le analisi contenute nello Studio di Impatto Ambientale (SIA) confermano che da nessun punto di osservazione lungo la costa le turbine saranno visibili. La percentuale riferita dalla Carta di intervisibilità teorica fa riferimento alla potenziale visibilità del parco. Carta che però non tiene conto di tutti quei fattori come: curvatura terrestre, foschia, occhio umano etc… che contribuiscono ad attenuare l’impatto visivo.

Lo studio non svaluta l'impatto, ma applica una metodologia standard e trasparente (basata su Visibilità Potenziale e Percezione Teorica d'Impianto) che, proprio in virtù di calcoli fisici, dimostra la non visibilità o la percepibilità estremamente bassa del parco.
Dati a Sostegno
  • Distanza del parco: Minimo 80 km dalla costa siciliana, 47 km da Marettimo, 70 km da Favignana.
  • Studio di Impatto Visivo (RINA):
    • Dal punto di vista "Marettimo – Faro" (distanza 49 km), la percepibilità è possibile solo in condizioni di "eccezionale visibilità" e la Percezione Teorica d’Impianto (PTI) è "Molto Bassa". La curvatura terrestre nasconde il 15% della turbina più vicina (85% di visibilità teorica della singola turbina più prossima).
    • Dal punto di vista "Favignana-Monte" (distanza 72,5 km), la visibilità della pala più prossima è del 51% (36% considerando l'altezza del mozzo) in condizioni eccezionali, con una PTI "Molto Bassa–Nulla".
    • Dall'isola di Levanzo, la PTI è classificata come "Nulla". La turbina più vicina sarà percepibile solo per il 4% della sua altezza in condizioni eccezionali.
    • Dal punto di vista Marsala (83 km), la percezione è "Nulla" e l'impatto "Trascurabile".
  • Studi internazionali: La visibilità di turbine eoliche offshore è considerata molto ridotta già oltre i 30-40 km. La massima distanza documentata in condizioni perfette è di circa 58 km.
   

Elenco delle Fonti
  1. Studio di Impatto Ambientale (SIA) e Relazione tecnica valutazione impatto visivo realizzata da RINA per il progetto Med Wind, depositati presso il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
  2. Sullivan, R.G., Kirchler, L.B., Cothren, J., Winters, S.L. (2013). "Offshore Wind Turbine Visibility and Visual Impact Threshold Distances".Environmental Practice, Vol. 15, No. 1.
  3. Commissione Europea, strategie per lo sviluppo dell'eolico offshore e minimizzazione degli impatti visivi.
Critica
"Il progetto Med Wind [...] determina un effetto barriera significativo, in grado di alterare le rotte migratorie consolidate, aumentare lo sforzo energetico degli individui e incrementare la mortalità indiretta." Le associazioni ambientaliste (LIPU ODV, Altura ODV, Oasi WWF Saline di Trapani e Paceco) sostengono che lo studio presentato sia metodologicamente inadeguato, con dati insufficienti, e che sottostimi il rischio di collisione e l'effetto barriera, rendendo necessaria l'applicazione del principio di precauzione e di protezione.
Risposta diretta
Gli impatti sull'avifauna sono stati valutati come non significativi. Il parco è localizzato lontano dalle principali rotte migratorie costiere e l'area di progetto è risultata essere poco frequentata da specie sensibili. La grande distanza tra le turbine e l'adozione di misure di mitigazione avanzate riducono il rischio di collisione e l'effetto barriera a livelli minimi.
Spiegazione Tecnica
Lo studio sull'avifauna, articolato in diverse campagne di rilevamento condotte con il supporto scientifico della Stazione Zoologica Anton Dohrn, ente di ricerca riconosciuto a livello mondiale, ha integrato osservazioni dirette, tracciamento satellitare e analisi bibliografica, seguendo le linee guida ISPRA per il monitoraggio di avifauna e chirotteri.Questo approccio ha reso possibile una comprensione più profonda delle dinamiche migratorie che interessano l’area, con particolare attenzione ai flussi migratori e alle specie che risultano potenzialmente più suscettibili all’interazione di impianti eolici offshore. I risultati hanno mostrato che i principali flussi migratori, come quelli che attraversano lo Stretto di Messina, avvengono a grande distanza dal sito del parco eolico.

L'effetto barriera è mitigato dalla configurazione stessa del parco: le turbine sono distanziate di circa 2 km l'una dall'altra, lasciando ampi corridoi per il transito degli uccelli. Studi su altri parchi offshore dimostrano che gli uccelli tendono a modificare la rotta per evitare le strutture, e la disposizione sparsa di Med Wind minimizza la deviazione necessaria.

Il rischio di collisione è stato calcolato utilizzando modelli scientifici (es. modello di Band) che, tenendo conto del comportamento elusivo degli uccelli (tasso di evitamento del 98-99%), stimano una mortalità estremamente bassa. Inoltre, il progetto prevede misure di mitigazione attive come il sistema di "shutdown on demand" (arresto temporaneo delle pale in caso di passaggio di grandi stormi)
Dati a Sostegno
  • Posizionamento: Oltre 80 km dalla costa, al di fuori dei corridoi migratori principali.
  • Distanziamento turbine: Circa 2 km tra ogni aerogeneratore, garantendo corridoi di transito naturali.
  • Valutazione Rischio: L'effetto barriera è stato valutato come "Basso e non significativo". Il rischio di collisione medio è inferiore al 7% secondo il modello di Band, e scende sotto lo 0,25% applicando i tassi di evitamento (98-99%).
  • Nessuna incidenza significativa sulle specie dei siti Natura 2000.
 

Elenco delle Fonti
  1. campagna di osservazione dell’avifauna presente nell’area dell’impianto off-shore (16 /08/2021 - 09/09/2021); 
  2. censimento della migrazione estivo-autunnale alle Isole Egadi, (23/8/2021 - 3/10/2021) corrispondenti al momento centrale della migrazione estivo-autunnale e in una posizione iniziale del corridoio occidentale che interessa le isole Egadi; 
  3. campagna di rilevamento della migrazione primaverile alle Isole Egadi, (03/04/2022 - 27/05/2022) corrispondenti al momento centrale della migrazione primaverile in una posizione iniziale del corridoio occidentale che interessa le isole Egadi; 
  4. campagna di ricerca a terra da punti fissi e transetti condotta nel mese di maggio 2024 (02/05/2024 – 07/05/2024) corrispondente al periodo di nidificazione in corrispondenza dei Siti Rete Natura e fascia costiera; 
  5. campagna di ricerca a terra da punti fissi e transetti condotta nel mese di maggio 2024 (11/05/2024 – 13/05/2024) corrispondente al periodo di nidificazione in corrispondenza dell’area portuale di Augusta. 
  6. campagna di osservazione dell’avifauna presente nell’area dell’impianto off-shore nel periodo pre-riproduttivo (17/04/2025 - 08/06/2025); 
  7. ISPRA – Linee Guida per il monitoraggio di uccelli e pipistrelli negli impianti eolici.
  8. Modello di Band per la stima del rischio di collisione dell'avifauna con turbine eoliche.
  9. Zehnder, S. et al. (2018). Studi radar su migrazioni attraverso parchi eolici offshore.
  10. Controdeduzioni Med Wind (documenti tecnici depositati presso MASE).
  11.  Studio di Incidenza Ambientale – Valutazione Appropriata
  12.  Studio di Incidenza Ambientale – Screening – Livello 1
  13. Desholm, M. and Kahlert, J. (2005) Avian Collision Risk at an Offshore Wind Farm. Biology Letters, 1, 296-298. http://dx.doi.org/10.1098/rsbl.2005.0336 
Critica
"Il progetto Med Wind [...] comporta impatti potenzialmente gravi e cumulativi legati a: rumore subacqueo in fase di cantiere; disturbo cronico in fase di esercizio; incremento del traffico navale di servizio." Si teme che il rumore possa interferire con l'orientamento e la comunicazione dei cetacei, causando stress e allontanamento (displacement).
Risposta diretta
L'impatto su cetacei e fauna marina è trascurabile. L'utilizzo di turbine galleggianti elimina la principale fonte di rumore sottomarino impulsivo (l'infissione di pali), e il rumore operativo è di bassa intensità. L'area non è un sito critico per l'alimentazione o la riproduzione di cetacei, e le misure di mitigazione previste garantiranno la tutela della fauna.
Spiegazione Tecnica
Il vantaggio principale della tecnologia galleggiante è l'assenza di pile driving (infissione di pali nel fondale), un'attività estremamente rumorosa e dannosa per i mammiferi marini. Gli ancoraggi di Med Wind verranno posati sul fondo, con un impatto acustico molto limitato. Durante la fase operativa, il rumore prodotto dalle turbine è continuo e a bassa frequenza, paragonabile al rumore di fondo del mare o al transito di poche imbarcazioni, e ben al di sotto delle soglie di danno per la fauna marina.

Le indagini condotte (monitoraggi visivi e acustici) hanno confermato una presenza solo occasionale di cetacei (delfini e globicefali) e l'assenza di aree di importanza strategica per la loro sopravvivenza. Enti scientifici internazionali come NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e BOEM (Bureau of Ocean Energy Management) confermano che non esiste alcuna evidenza che leghi gli impianti eolici offshore a fenomeni di spiaggiamento, e che le principali minacce antropiche per i cetacei restano le collisioni con navi e le reti da pesca.

Le modellizzazioni acustiche condotte con approccio conservativo dimostrano che le sorgenti sonore associate alle diverse fasi del progetto (installazione degli ancoraggi, posizionamento delle turbine, posa dei cavi e funzionamento degli aerogeneratori) generano esclusivamente rumore continuo a bassa frequenza, privo di componenti impulsive e completamente mascherato dal rumore ambientale già presente nel Canale di Sicilia, dominato dal traffico marittimo internazionale con livelli medi compresi tra 120 e 140 dB re 1 μPa. Il progetto include un Piano di Monitoraggio Ambientale che prevede la presenza di osservatori specializzati (Marine Mammal Observers) durante i lavori e il monitoraggio acustico continuo in fase di esercizio per verificare il rispetto dei limiti. Per le tartarughe Caretta caretta, ad esempio, l’analisi ha stimato che il cantiere avrà disturbo trascurabile e in operatività le tartarughe non subiranno conseguenze, potendo nuotare liberamente tra le strutture.
Dati a Sostegno
  • Tecnologia: Turbine galleggianti che non richiedono infissione di pali (eliminazione del pile driving).
  • Localizzazione: Al di fuori di santuari marini (come il Santuario Pelagos) e aree critiche per i cetacei.
  • Rumore Operativo: Modelli acustici mostrano che il rumore si attenua a livelli di fondo naturale entro pochi chilometri dalle turbine.
  • Studi Scientifici: Nessuna correlazione provata tra eolico offshore e spiaggiamenti di cetacei.
 

Elenco delle Fonti
  1. NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) – Studi su impatti dell'eolico offshore sui mammiferi marini.
  2. BOEM (Bureau of Ocean Energy Management) – Valutazioni ambientali per parchi eolici offshore.
  3. Stazione Zoologica Anton Dohrn – Monitoraggi visivi e acustici nell'area di progetto.
  4. Fondazione UniVerde – Pareri scientifici sulla coesistenza tra eolico offshore e conservazione marina.
  5. Studi di modellazione acustica per parchi eolici galleggianti in Mediterraneo.
  6.  Progetto di Monitoraggio Ambientale – PMA -
  7. Studio Modellistico Previsionale del Rumore Sottomarino
  8.  Studio di Impatto Ambientale 
Critica
Si teme che l'installazione del parco eolico possa danneggiare ecosistemi marini vulnerabili, in particolare in prossimità del "Banco Scherchi", definito come un sistema di eccezionale rilevanza ecologica.
Risposta diretta
Il progetto non solo non danneggia la biodiversità, ma potrà invece rappresentare un'opportunità di recupero ambientale. L'area di installazione, già degradata da decenni di pesca a strascico, verrà di fatto trasformata in una zona di protezione dove gli habitat potranno rigenerarsi. Le strutture stesse creeranno un "effetto reef", favorendo l'insediamento di nuova vita marina.
Spiegazione Tecnica
Le indagini ambientali, condotte con tecnologie avanzate (ROV - Remotely Operated Vehicles, ecoscandagli multifascio e campionamenti diretti), hanno rivelato un fondale danneggiato da decenni di pesca a strascico illegale, con distruzione di biocenosi vulnerabili come giardini di corallo e aggregazioni di spugne. Inoltre, le campagne ambientali hanno documentato la presenza diffusa di rifiuti antropici sul fondo – reti dismesse, plastiche, residui metallici. Proprio grazie a queste mappature, il progetto è stato modificato per evitare le aree più sensibili, riducendo la superficie occupata da circa 2.500 km² a circa 900 km².

L'impronta fisica dell'impianto sul fondale è minima, limitata a punti di ancoraggio che non prevedono cementificazione. L'interdizione dell'area alla pesca a strascico creerà una "no-entry zone" che funzionerà come un'area di ripopolamento. Questo fenomeno, noto come "reef effect" (effetto barriera corallina artificiale), è ben documentato in altri parchi offshore nel mondo.

Le strutture sommerse (ancoraggi, cavi) diventeranno un substrato per l'insediamento di organismi bentonici (mitili, anemoni, policheti, spugne), aumentando la biodiversità locale e creando un habitat secondario ad alta densità biologica. Studi nel Mare del Nord hanno documentato un aumento dell'abbondanza di specie ittiche come merluzzi e labridi attorno alle turbine.
Dati a Sostegno
  • Riduzione Area: Da 2.500 km² iniziali a circa 900 km², escludendo le zone più sensibili.
  • Tecnologia a Basso Impatto: Ancoraggi senza cementificazione, con impronta puntuale di pochi metri quadrati.
  • Effetto Positivo: L'interdizione alla pesca a strascico favorisce la rigenerazione degli habitat danneggiati.
  • Effetto Reef: Aumento documentato della biodiversità e dell'abbondanza ittica attorno a strutture offshore in altri parchi europei.
 

Elenco delle Fonti
  1. Stazione Zoologica Anton Dohrn – Campagne oceanografiche con ROV ed ecoscandagli multifascio.
  2. Letteratura scientifica sull'"effetto reef" dei parchi eolici offshore (studi Mare del Nord).
  3. Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto Med Wind.
  4.  Studio di Incidenza Ambientale – Valutazione Appropriata
  5. Studi europei su incremento biodiversità attorno a strutture offshore (es. piattaforme petrolifere dismesse e turbine eoliche).
Critica
"Gravi danni [...] arrivano da microplastiche prodotte dalle pale eoliche in vetro e resina, con ampia presenza di bisfenolo A fortemente tossico. Esse col tempo si deteriorano e rilasciano particelle in aria e acqua, ingerite dai pesci e introdotte nella nostra catena alimentare."
Risposta diretta
Il contributo del parco eolico all'inquinamento da microplastiche è infinitesimale e trascurabile. La quantità di particelle rilasciate dall'usura delle pale è minima se paragonata alle principali fonti di inquinamento marino, come l'usura degli pneumatici o il lavaggio di tessuti sintetici. Le tecnologie moderne e la manutenzione costante minimizzano ulteriormente questo fenomeno.
Spiegazione Tecnica
Le pale eoliche sono rivestite da vernici protettive ad alta resistenza. L'erosione dovuta agli agenti atmosferici può rilasciare piccole quantità di particelle. Tuttavia, le stime scientifiche quantificano questo rilascio tra 30 e 540 grammi per pala all'anno. Anche ipotizzando il valore massimo (circa 0,5 kg/pala/anno), con 3 pale per turbina e circa 150 turbine, si arriva a circa 225 kg/anno per l'intero parco.

Questa cifra, sebbene apparentemente grande, è insignificante se dispersa nell'enorme volume d'acqua del Canale di Sicilia e confrontata con le milioni di tonnellate di microplastiche che raggiungono gli oceani da altre fonti. Uno studio olandese ha stimato che l'eolico contribuisce per appena lo 0,0005% delle emissioni totali di microplastiche.

Inoltre, le vernici moderne sono formulate per essere durevoli e prive di sostanze tossiche come il Bisfenolo-A (BPA), presente solo in tracce residue. Il progetto prevede l'uso di rivestimenti avanzati (coating poliuretanici ad alta resistenza) e un programma di manutenzione per riparare eventuali erosioni, prevenendo rilasci continui.In prospettiva, la ricerca sta sviluppando materiali di pala ancora più duraturi e persino resine biodegradabili per ridurre al minimo la dispersione di micro-particelle.
Dati a Sostegno
  • Stima del Rilascio: Massimo 225 kg/anno per l'intero parco, un valore trascurabile rispetto alle altre fonti di microplastiche.
  • Contributo Percentuale: Studio olandese stima il contributo dell'eolico allo 0,0005% del totale delle microplastiche.
  • Paragone: Un singolo lavaggio di abiti sintetici può rilasciare decine di grammi di microfibre, una quantità paragonabile a quella rilasciata da una singola pala in un anno. L'usura degli pneumatici disperde milioni di tonnellate di particelle plastiche ogni anno a livello globale.
  • Tecnologia: Vernici prive di sostanze tossiche significative, con BPA solo in tracce residue.
 

Elenco delle Fonti
  1. Caboni, M. et al. (2025). "Microplastic emissions from wind turbine blades". Wind Energy Science (WES), 10, 1123-1138.
  2. Mishnaevsky Jr., L. (2024). "Environmental aspects of wind turbine blade coatings". Energies, 17(24), 6260.
  3. Bedulina, D. et al. (2024). "Microplastic release from offshore wind infrastructure". Science of the Total Environment.
  4. Hildebrandt, L. et al. (2024). "Assessment of microplastic emissions from wind energy systems". Marine Pollution Bulletin.
  5. Studio olandese commissionato dal governo sui contributi alle microplastiche (stima 0,0005% per eolico).
  6. Progetto di Monitoraggio Ambientale – PMA -
Critica
Il progetto non porterebbe benefici economici e occupazionali concreti al territorio, con profitti destinati a pochi e nessuna ricaduta positiva per la Sicilia.
Risposta diretta
Med Wwind rappresenta un'enorme opportunità di sviluppo economico e occupazionale per la Sicilia e l'Italia, con migliaia di posti di lavoro, la creazione di una nuova filiera industriale, e significativi investimenti diretti sul territorio. Il progetto sarà un catalizzatore per la crescita sostenibile e la transizione energetica della regione e del Paese.
Spiegazione Tecnica
L’investimento stimato complessivo ammonta a circa 9,5 miliardi di euro, di cui 7 miliardi nel territorio italiano, in particolare circa 3,2 miliardi in Sicilia. Questi investimenti consentono la creazione di posti di lavoro che richiedono manodopera altamente specializzata. Inoltre, sarà richiesta una continua presenza di forza lavoro per tutto il ciclo di vita dell’impianto, circa 30 anni. Infatti in questi 30 anni sono stati previsti circa 8 miliardi di euro di investimenti di cui 7,6 ricadranno in Italia e in particolare 2,5 in Sicilia. Il porto di Augusta è stato designato come base logistica e cantiere per l'assemblaggio delle piattaforme galleggianti, con potenziamento delle infrastrutture portuali.

Sono stati siglati accordi con la Regione Siciliana e i sindacati (CGIL, CISL, UIL, UGL) per massimizzare l'impiego di manodopera locale, attraverso programmi di formazione specifici per creare nuove competenze nel settore dell'eolico offshore (tecnici subacquei, operatori di manutenzione offshore, ecc.).

È stata prevista una fondazione con una dotazione di 180 milioni di euro per finanziare iniziative di sviluppo sostenibile sul territorio, a beneficio delle comunità locali (riconversione economica, turismo sostenibile, valorizzazione delle comunità costiere).

L'energia prodotta (quasi 9 TWh/anno, pari al fabbisogno di 3,4 milioni di famiglie e al 3% dei consumi elettrici italiani) sarà immessa nella rete nazionale, contribuendo alla sicurezza energetica dell'intero Paese e alla stabilizzazione dei costi in bolletta, con un beneficio indiretto per tutti i cittadini e le imprese, inclusi quelli siciliani. Il progetto permetterà di evitare l'emissione di circa 2,7 milioni di tonnellate di CO₂ ogni anno.
Dati a Sostegno
  • Investimento Totale: 9,5 miliardi di euro.
  • Occupazione: Stima di 1.300 posti di lavoro diretti e oltre 2.000 indiretti (totale 3.300).
  • Ricadute Locali: Coinvolgimento del porto di Augusta; accordi per la formazione e l'impiego locale; 
  • Fondo per il Territorio: 180 milioni di euro per iniziative di sviluppo sostenibile.
  • Produzione Energetica: Quasi 9 TWh/anno, pari al 3% del fabbisogno elettrico italiano e al consumo di 3,4 milioni di famiglie.
  • Riduzione CO₂: Circa 2,7 milioni di tonnellate/anno evitate.
 

Elenco delle Fonti
  1. Università LUISS e Deloitte – Studio socio-economico sul progetto Med Wind.
  2. Protocollo d'intesa con Regione Siciliana e sindacati (CGIL, CISL, UIL, UGL).
  3. Strategia UE per l'espansione dell'eolico offshore (60 GW entro 2030, 300 GW entro 2050).
Critica
"La realizzazione di un grande parco eolico offshore [...] determina una sottrazione permanente di spazio alla navigazione commerciale." Si sostiene che l'impianto costringerà le navi a deviare in un corridoio ristretto tra il parco e le isole, aumentando il rischio di collisioni e incidenti in prossimità dell'Area Marina Protetta.
Risposta diretta
Il progetto è stato pianificato per non interferire con le principali rotte marittime. L'area è lontana rispetto alle principali rotte di navigazione del canale di Sicilia. Il parco sarà dotato di tutti i più moderni sistemi di segnalazione e sicurezza, in linea con le normative internazionali, rendendo il rischio di collisione estremamente basso e garantendo la piena sicurezza della navigazione.
Spiegazione Tecnica
Il parco eolico sorgerà in mare aperto, lontano dalle rotte costiere utilizzate dai traghetti e dalle principali vie di transito internazionali, che passano a sud dell'area di progetto. L'analisi dei dati AIS (Automatic Identification System - il sistema di identificazione automatica delle navi) ha confermato che la densità di traffico nell'area è relativamente bassa, limitata a qualche peschereccio e navi in transito occasionale.

L'intero impianto sarà segnalato sulle carte nautiche ufficiali. Ogni turbina sarà equipaggiata con luci di segnalazione e marcatori radar conformi agli standard dell'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO). Verrà inoltre istituita una fascia di rispetto attorno al perimetro del parco. Queste misure, già ampiamente collaudate in mari con traffico molto più intenso come il Mare del Nord e il Baltico, garantiscono che le navi mantengano una distanza di sicurezza, prevenendo ogni rischio.

Il rischio di collisione nave-turbina è stato valutato come estremamente basso. Durante la costruzione, verranno emessi avvisi ai naviganti (NAVTEX) per informare in anticipo e coordinare la navigazione.
Dati a Sostegno
  • Posizionamento: Lontano dalle rotte commerciali e turistiche più frequentate (che passano a sud dell'area).
  • Analisi del Traffico: I dati AIS mostrano una densità di traffico relativamente bassa nell'area di progetto.
  • Misure di Sicurezza: Conformità agli standard IMO, segnalazioni luminose e radar su ogni turbina, pubblicazione su carte nautiche ufficiali, creazione di una zona di rispetto.
  • Esperienza Internazionale: Decine di parchi offshore convivono in sicurezza con un intenso traffico marittimo nel Nord Europa (Mare del Nord, Baltico) senza incidenti di rilievo registrati.
 

Elenco delle Fonti
  1. Analisi dati AIS (Automatic Identification System) per il traffico marittimo nell'area.
  2. IMO (International Maritime Organization) – Standard di sicurezza per segnalazione di strutture offshore.
  3. Esperienza operativa di parchi eolici offshore nel Mare del Nord e Baltico.
  4. Studio di Impatto Ambientale (SIA) – Sezione traffico marittimo e sicurezza della navigazione.
Critica
L'impianto eolico sottrarrà aree alla pesca, in particolare a quella a strascico, causando un danno economico e sociale alla marineria locale, già in difficoltà.
Risposta diretta
Le limitazioni alla pesca nell'area del parco, necessarie per ragioni di sicurezza, avranno un impatto limitato e saranno ampiamente compensate da misure economiche, progetti di co-gestione e benefici ecologici a lungo termine. Il progetto è concepito come un'opportunità di sviluppo condiviso con la comunità ittica, non a suo discapito.
Spiegazione Tecnica
L'area del parco si trova a oltre 80 km dalla costa, una zona frequentata solo in misura limitata dalle flotte di pesca siciliane, che operano prevalentemente in acque più costiere e su batimetrie meno profonde. Per i pescatori potenzialmente interessati, sono state attivate sin da subito misure di dialogo e compensazione.   Renexia ha avviato un tavolo tecnico con il comparto ittico, definendo accordi che prevedono:  
  • Compensazioni economiche per il mancato accesso all'area.
  • Sostegno all'ammodernamento delle flotte (es. contributi per nuovi motori o diversificazione delle attività).
  • Investimenti in infrastrutture portuali, come l'elettrificazione delle banchine per fornire energia verde alle barche ormeggiate.
  • Coinvolgimento dei pescatori in attività remunerate di pulizia del mare dalla plastica, in collaborazione con CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi, il consorzio privato senza fini di lucro che opera per la ripresa, il riciclo e il recupero dei materiali di imballaggio).
  Inoltre, il divieto di pesca all'interno del parco creerà una zona di ripopolamento ittico (effetto riserva). L'aumento della biomassa ittica all'interno dell'area protetta genererà un effetto "spillover", arricchendo di pesce le zone di pesca circostanti e portando benefici ai rendimenti nel medio-lungo periodo. Studi nel Mare del Nord hanno rilevato che intorno alle turbine l'abbondanza di alcune specie ittiche (es. merluzzi, labridi) è aumentata grazie all'effetto barriera corallina artificiale e alla cessazione della pesca.
Dati a Sostegno
  • Localizzazione: Oltre 80 km dalla costa, area poco frequentata dalle flotte siciliane che pescano prevalentemente sotto costa.
  • Misure Compensative: Accordi economici, progetti di ammodernamento flotte, elettrificazione porti, programmi di raccolta plastica.
  • Fondo per il Territorio: Parte dei 180 milioni di euro del fondo per iniziative locali sarà destinata a sostenere il settore della pesca.
  • Effetto Ripopolamento (Spillover): Studi nel Mare del Nord hanno dimostrato un aumento delle popolazioni ittiche attorno ai parchi eolici, con benefici per la pesca nelle aree adiacenti.
  • Accordo con i Sindacati: Accordo quadro con CGIL, CISL, UIL e UGL che include impegni per la formazione e l'impiego, coinvolgendo anche lavoratori del comparto pesca.
 

Elenco delle Fonti
  1. Accordi con cooperative di pesca e tavolo tecnico con il comparto ittico.
  2. Protocollo d'intesa con sindacati regionali (CGIL, CISL, UIL, UGL).
  3. Programma di raccolta plastica in collaborazione con CONAI.
  4. Studi europei sull'effetto spillover e ripopolamento ittico attorno a parchi eolici offshore (Mare del Nord).
  5. Letteratura scientifica sull'effetto riserva di aree interdette alla pesca.

MED WIND ITALIA SRL
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